Come abbiamo potuto vedere, la crisi legata alla diffusione del Coronavirus ha avuto impatti devastanti sui mercati mondiali, con i principali Indici azionari che sono affondati e sono tornati ai livelli di circa 5 anni fa.

Ovviamente un evento di tale portata non poteva non avere ripercussioni sul mercato del Forex, e infatti così è stato.

Analizzando le evoluzioni della crisi in atto, fino ad ora abbiamo potuto individuare 3 fasi principali.

Nella prima fase abbiamo assistito alla reazione più naturale che i mercati potessero offrire: crollo delle valute legate ai mercati asiatici (come Dollaro australiano e neozelandede) e poderosa crescita delle monete storicamente considerate come beni rifugio, e cioè Yen giapponese e Franco svizzero.

Il Dollaro americano in questa prima fase ha subito un drastico calo, sia nei confronti delle valute rifugio sopra citate che nei confronti dell’Euro: durante i primi giorni, e per tutto il primo periodo di diffusione dei contagi, l’Euro si è rafforzato nei confronti della moneta americana, tornando dopo mesi di difficoltà alla soglia di 1.14.

Nella seconda fase della crisi si è poi assistito ad un rapido aumento dei contagi in Europa, con le varie Nazioni che hanno fatto seguito all’Italia. Questa fase è stata caratterizzata da un fenomeno che molti addetti ai lavori non si aspettavano: il Dollaro USA, da sempre correlato all’andamento dell’economia mondiale, ha assunto prepotentemente il ruolo di valuta rifugio ed ha risposto alla crisi delle Borse con una ripresa forte e decisa.

E’ cosi che il cambio USD/CHF è risalito velocemente da 0.92 alla soglia di 0.99, e dello stesso passo il cambio USD/JPY è risalito dal 102 al livello 110.

Nello stesso momento il cambio EUR/USD, complice la forza del Dollaro e l’impatto economico del Virus sui Paesi europei, è crollato drasticamente vanificando tutto il recupero che l’Euro aveva realizzato.

Per le monete dell’area Pacifico anche questa seconda fase è stata caratterizzata da un crollo pressoché costante, con il cambio EUR/AUD che è stato addirittura protagonista di 2 Flash Crash notturni verso l’alto, arrivando a toccare quota 1.96: giova ricordare che questa coppia di valute viaggiava sulla soglia di 1.60 solo poche settimane fa.

La terza fase è quelle in cui ci troviamo adesso e sembra essere un momento di stabilizzazione rispetto a quanto avvenuto nei giorni precedenti: il Dollaro USA continua ad essere la moneta forte e a crescere contro le valute concorrenti, mentre l’Euro stalla in una fase di sostanziale debolezza e questo ha dato un momento di respiro anche al Dollaro Australiano, che al momento si attesta intorno a 1.84.

Ma questi sono anche i giorni della Sterlina: la crisi del Corona Virus, unita alle incertezze della Brexit e alle decisioni discutibili del Governo in materia di contenimento dei contagi hanno provocato un crollo violento della moneta che, nei confronti del Dollaro americano, è arrivata ad un minimo trentennale intorno a quota 1.14, prima di ritracciare e recuperare qualcosa.

 

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